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Per secoli si era pensato che Michelangelo, di autentica famiglia fiorentina, fosse nato nel castello di Chiusi.

Ma verso la metà dell’Ottocento venne fuori un documento, l’atto di nascita dell’artista, che indicava in Caprese il luogo.

A dire il vero, per tutto l’Ottocento i partigiani di Chiusi continuarono ad essere più numerosi di quelli di Caprese, ma nel 1913 un regio decreto sancì una volta per tutte la fine ufficiale della disputa.

Michelangelo era nato a Caprese, e per questo il comune della Valtiberina aveva diritto di cambiare il suo nome in Caprese Michelangelo.

L’atto di nascita di Michelangelo, è in bella vista nella casa-museo dei Buonarroti a Firenze.

E qui è un costante via vai di studiosi, autorevoli o meno.

Fra questi, negli ultimi tempi, si è diffusa la voce che quel documento potrebbe anche essere contraffatto.

Non si sa a quale scopo, ma qualcuno - forse un nipote dell’artista – avrebbe avuto interesse a contraffarlo.

E in effetti, alcuni particolari dell’atto di nascita parrebbero discutibili.

Vero o non vero che sia, ecco che Andrea Manetti, ricercatore fiorentino, non nuovo a imprese del genere, in concomitanza con il compleanno di Michelangelo che cade il 6 di marzo, ha messo insieme una teoria, esposta anche in una conferenza agli Amici dei musei.

Una teoria che non offre certezze, ma di sicuro semina dei dubbi sulla nascita in quel di Caprese dell’artista geniale.

E’ cosa nota che il padre di Michelangelo fu nel 1474 Podestà di Chiusi e di Caprese.

E non potendo mancare ai doveri di ufficio, neppure in concomitanza di un avanzata attesa della moglie, mise quest’ultima in groppa ad un cavallo e si avviò verso la sua destinazione.

Cammin facendo la donna scivolò e cadde dal destriero, sicché si impose una sosta nel più vicino villaggio durante la quale Michelangelo strillò il suo primo vagito.

Ora Giorgio Vasari, amico di Michelangelo, sostiene che tutto questo accadeva in Casentino, vicino al Sasso della Verna, diocesi Aretina, "il sesto dì di marzo, la domenica intorno alle otto di notte".

Quindi, il parto sarebbe avvenuto a Chiusi, dal momento che Caprese non si trova in Casentino ma piuttosto in Val Tiberina.

Non solo, la chiesetta di Chiusi è intitolata a San Michele Arcangelo e in quei tempi era abitudine imporre ad un bambino il nome del protettore della parrocchia deve fosse nato.

Ma non solo.

Come sostiene Carlo Beni nella sua guida al Casentino, se Chiusi era da sempre, nella diocesi di Arezzo, Caprese era diocesi di Borgo San Sepolcro dal 1515, e questo non poteva non sapere il Vasari che scrisse la vita di Michelangelo nel 1550.

Anche un allievo di Michelangelo, il Condivi, parla di Casentino, e ancora il Montini nel ‘700, il tedesco Ermanno Grimm poi, e infiniti altri autori compreso Pio Liverani in un articolo su La Nazione del 26 settembre 1873.

E allora, com’è che all’improvviso l’attenzione si sposta su Caprese? In occasione dei 400 anni dalla nascita, e quindi con l’Italia appena unita, esce fuori l’atto di nascita.

"Si può anche pensare" ci dice Andrea Manetti "che l’Italia di quei giorni, bisognosa com’era di celebrazioni che ne dimostrassero la grandezza attraverso i secoli, non avesse tempo da perdere per simili polemiche. E poiché Chiusi già aveva il Santuario de La Verna che la rendeva ricca di fama e visitatori, mentre Caprese era un villaggio sperduto, si pensò bene di far celebrare l’anniversario in Val Tiberina. Tanto più, che avendo io ripercorso il tragitto che da Firenze porta in quelle zone, secondo le indicazioni dei cronisti di allora, ancor oggi mi chiedo: perché il padre di Michelangelo, con la moglie sofferente per la caduta e prossima al parto, doveva continuare fino a Caprese quando passava prima dal Castello di Chiusi?"

Ottima osservazione.

Ma d’altra parte, perché arrivare alla falsificazione di un documento così rilevante? Chi l’avrebbe fatto?

"Io non so se è falso" sostiene Manetti "ma proprio per questo sollecito un’analisi profonda, che ne consenta una seria datazione e una volta per tutte risolva il problema."

 

Così narra Giorgio Vasari (1511/1574) la nascita di Michelangelo

Nacque dunque un figliuolo sotto fatale e felice stella nel Casentino, di onesta e nobile donna, l'anno 1474 a Lodovico di Lionardo Buonarruoti Simoni, disceso, secondo che si dice, della nobilissima et antichissima famiglia de' Conti di Canossa.

Al quale Lodovico, essendo podestà quell'anno del castello di Chiusi e Caprese, vicino al sasso della Verna, dove san Francesco ricevé le stimmate, diocesi aretina, nacque, dico, un figliuolo il sesto dì di marzo, la domenica, intorno all'otto ore di notte, al quale pose nome Michelagnolo, perché, non pensando più oltre, spirato da un che di sopra, volse inferire costui essere cosa celeste e divina oltre all'uso mortale, come si vidde poi nelle figure della natività sua, avendo Mercurio e Venere in seconda nella casa di Giove con aspetto benigno riceuto: il che mostrava che si doveva vedere ne' fatti di costui, per arte di mano e d'ingegno, opere maravigliose e stupende.

Finito l'uffizio della podesteria, Lodovico se ne tornò a Fiorenza e nella villa di Settignano, vicino alla città tre miglia, dove egli aveva un podere de' suoi passati…

 

 

 

Michelangelo ci svela un messaggio autobiografico?

 

Vedi questa rappresentazione animata.

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